MAL DI SCHIENA

MAL DI SCHIENA

Il mal di schiena è un sintomo molto comune:più del 70-80% delle persone ha almeno un episodio di mal di schiena durante la vita e ogni anno, tra il 15-45% degli adulti soffre di dolore nell’area lombare (lombalgia).
Questa rappresenta una tra le principali cause di disabilità al mondo.
Un dato molto importante afferma che solo il 15% circa delle lombalgie abbia cause specifiche per le quali è necesaria un’accurata diagnosi medica per escludere patologie importanti, mentre il restante 85% sarebbe imputabile a cause non specifiche legate soprattutto: allo stile di vita come posture e movimenti scorretti, stess fisici o psicologici, assenza di movimento e sedentarietà, ecc. Si tratta in questi casi di lombalgia aspecifica.
La lombalgia aspecifica è molto comune, circa l’80% degli adulti infatti ne fanno esperienza durante la loro vita, e gli effetti dal punto di vista economico (assenteismo dal lavoro) sono enormi, così come quelli legati alla qualità della vita.
Un’ importante classificazione va fatta tra lombalgia acuta e lombalgia cronica.
Nella loro forma acuta, recenti linee guida, confermano che gli episodi lombalgici tendono a risolversi anche senza interventi esterni ed hanno una durata che va da pochi giorni a poche settimane. Le cause sono spesso meccaniche e riguardano i tessuti muscolari, legamentosi, discali, laddove il dolore fa parte del naturale processo infiammatorio di guarigione. Questi episodi sono fondamentalmente un segnale di allarme, una reazione di difesa, il dolore ha quindi un ruolo protettivo per impedire movimenti che possono causare danni.
Potremmo dire che se questi segnali/suggerimenti che il corpo invia attraverso i sintomi in fase acuta non vengono colti, alla lunga la capacità del corpo di “sopportare” e reagire attivamente diminuisce, le risorse dell’organismo per far fronte ad una situazione non ottimale si esauriscono lasciando spazio alla fase cronica che può durare oltre i 3 mesi, anche in assenza di reali lesioni. A questo punto il dolore diventa autonomo, presente anche in assenza di infiammazione. A differenza del dolore acuto che è un sintomo di qualcos’altro, il dolore cronico diventa un complesso puzzle dato da problemi fisici, psicologici e sociali.(vedi articolo modello biopsicosociale).
Per tali pazienti con dolore lombare cronico recenti studi hanno dimostrato l’efficacia di trattamenti non farmacologici, come: manipolazioni, massaggio, agopuntura, trattamento osteopatico, esercizi correttivi, ecc.

L’APPROCCIO OSTEOPATICO INTEGRATO

L’osteopatia è una medicina manuale fortemente incentrata sulla persona, non si avvale perciò di protocolli o interventi standardizzati, ma attraverso un’accurata anamnesi ed una diagnosi “osteopatica”, ricerca nella persona quelle strutture anatomiche/funzionali che hanno portato ad un squilibrio che si manifesta in questo caso come “lombalgia”.
Chiedendosi continuamente “perché”, si cerca di risalire la catena causale di eventi e concause che hanno condotto allo stato presente, cercando di individuare quei fattori (postura, abitudini, stato dell’apparato digerente, abitudini alimentari, fattori psicosociali, traumi attuali o pregressi, sequele di interventi chirurgici, ecc…) che hanno creato condizioni tali per cui il corpo manifesta gli attuali sintomi lombalgici. Ad esempio tra le cause della lombalgia possiamo trovare un problema a livello viscerale (intestino, vescica, utero/ovaie, reni, ecc.) che per via anatomica, vascolare o nervosa, si ripercuote sulle strutture lombari, oppure una cicatrice addominale (da intervento chirurgico, cesareo, ecc.) che può alterare il movimento di varie strutture anatomiche, oppure stati ansiosi che creano un’alterata funzione del diaframma toracico, il quale a sua volta si ripercuote sulla zona lombare. (Vedi articolo Respirazione e mal di schiena).
Successivamente all’anamnesi viene eseguita un’indagine palpatoria dei tessuti e dei test osteopatici per valutare l’effettivo stato di tensione e mobilità delle varie strutture anatomiche.
Il trattamento osteopatico vero e proprio si avvale di varie tecniche ed approcci indirizzati ai vari tessuti corporei o agli organi viscerali. In base alle specificità del paziente, l’osteopata sceglie l’approccio e le tecniche più pertinenti per il miglior risultato possibile.
Il mio approccio è il Lien Mecanique Osteopatique (LMO).
LMO è un metodo osteopatico originale mediante il quale si va a rintracciare lo schema patologico del paziente attraverso un esame attento e completo di tutto il corpo. Tramite una serie di test delicati di pressione e messa in tensione, si va a mettere in evidenza le disfunzioni tissutali per diagnosticare quella che è causa del problema del paziente. La correzione si effettua attraverso una tecnica semplice, efficace, confortevole e senza rischi per il paziente, detta Recoil.
Avvalendosi di questi punti di forza di delicatezza, sicurezza ed efficacia, tale approccio può essere usato anche nelle fasi acute della patologia (avendo escluso cause di pertinenza medica) e su pazienti di qualsiasi età. Tramite questo approccio globale, indirizzato alla totalità del corpo umano, si va a ristabilire l’equilibrio funzionale generale della persona. Inoltre visto quanto detto prima e vista la multifattorialità del problema, l’approccio osteopatico viene integrato con tecniche e metodi di diagnosi che fanno parte di alcune medicine definite Alternative, come la Kinesiologia Applicata e la Medicina Tradizionale Cinese. (Vedi articolo Modello Biopsicosociale)

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