CLINICA DELLE VERTIGINI

VERTIGINI:

CLINICA DELL’EQUILIBRIO E RIEDUCAZIONE VESTIBOLARE

“ho fatto di recente una radiografia della colonna vertebrale, un elettrocardiogramma e le analisi del sangue (ricavandone l’informazione che soffro di lordosi ed ho il colesterolo alto), nessuno sa spiegarmi perché quando cammino, sempre più spesso, mi gira la testa, vacillo e ho l’impressione di cadere. Cervicale? Labirintite? «Sassolini» che si spostano nell’orecchio interno?”…
E’ una storia piuttosto frequente che spesso i pazienti raccontano allo specialista.
Vertigini e instabilità posturali sono frequenti: il 5-10% dei pazienti va dai medici di base proprio per questi disturbi e la percentuale sale al 10-20% tra chi si rivolge a otorinolaringoiatri o neurologi. Entro i 65 anni di età un terzo della popolazione ha sofferto di problemi di equilibrio, almeno una volta, e il 30% di questo terzo è affetto da disturbi da più di cinque anni. L’uomo, evolvendosi, ha sviluppato un complesso meccanismo per mantenere l’equilibrio che si serve di impulsi visivi, impulsi propriocettivi (i “sensori” che ci dicono in quale posizione sono i nostri arti anche ad occhi chiusi) e impulsi del vestibolo (o labirinto) dell’orecchio interno. Questi impulsi vengono poi elaborati da parti diverse del nostro cervello, il quale emette, a sua volta, impulsi che regolano i movimenti degli occhi, la postura, la camminata e le nostre attività motorie, in generale, garantendoci piena coscienza della posizione nello spazio del nostro corpo e della testa. Studi recenti coinvolgono questi sistemi anche nelle funzioni vegetative, cognitive e nella regolazione del tono affettivo.
La vertigine è una falsa sensazione di movimento dell’ambiente intorno al corpo o del corpo nell’ambiente, nonostante si mantenga una posizione fissa. Si tratta di un sintomo di disfunzione dell’equilibrio che nasce dalla discrepanza tra le informazioni esterne e la risposta motoria.
In questo studio ci occupiamo del paziente con vari tipi di instabilità posturale, che viene da noi dopo un’accurata diagnosi medica, andando a valutare e trattare tutte le concause che possono mantenere tale situazione.
Dopo aver trattato le varie zone del corpo in disfunzione attraverso trattamento osteopatico e tecniche di terapia manuale, il paziente comincia un percorso progressivo di esercizi che fanno parte della rieducazione vestibolare.

La terapia vestibolare riabilitativa è una terapia funzionale. Il suo obiettivo è esclusivamente il ripristino delle funzioni alterate, ottenuto favorendo l’attività adattativo – compensatoria. Si utilizza con l’intento di riprogrammare la funzione dell’equilibrio o un suo sottosistema dopo aver preso in considerazione gli elementi che hanno determinato la patologia e quelli che sono ancora funzionanti nel sistema.

Il processo riabilitativo deve essere sempre preceduto da una accurata valutazione della funzione delle varie componenti del controllo posturale del soggetto, comprendendo anche l’apparato muscolo scheletrico.

La rieducazione vestibolare comprende un complesso di tecniche funzionali basate su esercizi fisici che possono essere sia guidati dal terapista sia autogestiti dal paziente e che mirano al recupero delle funzioni alterate con l’intento di riprogrammare la funzione dell’equilibrio.

LA RIABILITAZIONE VESTIBOLARE PREVEDE QUATTRO FASI FONDAMENTALI:

1. Selezione dei pazienti (valutare se il paziente necessiti di una rieducazione e se è adatto o meno ad una terapia di questo tipo).

2. Programmazione dei protocolli (la terapia deve essere iniziata il prima possibile. le tecniche rieducative possone essere distinte in tecniche rieducative specifiche per il controllo posturale statico e dinamico tecniche mirate alla rieducazione del controllo oculomotorio).

3. Effettuazione degli esercizi i cui obiettivi sono:
– favorire il compenso vicariante con lavoro ad occhi chiusi;
– favorire la sostituzione funzionale tramite esercizi di fissazione durante movimenti del capo e durante la marcia);
– favorire il training della marcia su percorsi memorizzati;
– favorire l’habituation;

4. Monitoraggio dei risultati (L’ultima fase consiste nel misurare i risultati ottenuti ripetendo periodicamente i tests già utilizzati e la compilazione di tabelle di riferimento di valutazione soggettiva ed oggettiva delle funzioni rieducate).

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